In collaboration with Sergey Vishnevsky, two channel video
Nato nel 1973 a Mosca, dove ha studiato graphic design e dove attualmente vive e lavora, Victor Alimpiev combina nella sua video arte differenti generi artistici: pittura, teatro, danza, musica. Questi generi convergono a creare situazioni attentamente coreografate, in cui è centrale, sullo sfondo di un gruppo di individui, l'attenzione sui singoli volti. In ogni video è percepibile una possente tensione, sottolineata dal ritmo dei movimenti che rende i protagonisti sculture viventi, quasi manichini mossi da un'entità superiore.
I gesti del quotidiano, solitamente sfuggenti e trascurati, vengono enfatizzati e isolati dal loro contesto: esempi ne siano il cortometraggio Ode (2003), in cui pallidi corpi vestiti tutti uguali rendono maestosi i banali gesti della rou-tine quali salutare col cappello, passarsi cose di mano in mano, sventolare fazzoletti; o Sweet Nightingale (2005), protagonista una folla che, sul palcoscenico di un teatro, esegue movimenti coreografati di fronte al pubblico.
Alimpiev non fornisce mai spiegazioni sul reale significato delle sue opere, eppure lo spettatore rimane affascinato e quasi ipnotizzato da una carica emotiva che non fa che aumentare progressivamente, un climax che però non sfocia mai in un finale esplosivo. Alimpiev ha partecipato a numerosi eventi internazionali, dalla 50a Biennale di Venezia a Monumenta 5, fino all'ultima Biennale di Berlino, ed esposto in molte gallerie tra cui Anita Beckers, Francoforte, e Regina Gallery, Mosca.